Mario Radice

Appartenne, insieme a Manlio Rho, Aldo Galli, Carla Badiali e Carla Prina al gruppo di artisti denominato gli astrattisti comaschi, che rappresentò in modo originale la strada italiana alle avanguardie europee dell’arte astratta. Attratto dai problemi dell’architettura razionalista, fu tra i primi artisti italiani a liberarsi degli schemi del Novecento per partecipare ai primi fermenti della pittura astrattista in Italia, lavorando a contatto dei maggiori architetti razionalisti (Terragni, Lingeri, Sartoris e Cattaneo). Mario Radice raggiunse fama internazionale realizzando nel 1933-1936 gli affreschi (andati perduti, ma dei quali si conserva documentazione fotografica) per l’interno della Casa del Fascio di Como, progettata da Giuseppe Terragni. Nel 1932 fu tra gli animatori e fondatori della rivista Quadrante; nel 1934 partecipò alla prima mostra di pittura alla Galleria del Milione a Milano, la prima di una serie di mostre personali. Fra le tante, nel 1967 partecipò alla Mostra d’Arte Moderna di Palazzo Strozzi a Firenze, nel 1971, partecipò in Germania alla mostra «Quattro astrattisti comaschi» tenutasi al Deutsches Feuerwehr Museum di Fulda. Una sua importante mostra personale si tenne alla Villa Malpensata di Lugano nel 1982. Ebbe una sala personale alle Biennali di Venezia nel 1958,1966 e 1979.In aggiunta agli anni in cui ebbe una sala personale partecipò alla Biennale di Venezia anche negli anni 1940, 1942, 1948, 1950, 1952, 1956 ed alla Quadriennale di Roma negli anni 1943, 1947, 1955 e 1960. È autore, insieme con l’architetto Cesare Cattaneo, della nota “Fontana di Camerlata”, monumento posto all’ingresso di Como, originariamente costruita nel 1936 nel Parco Sempione di Milano ma distrutta durante la guerra e ricostruita a Como negli anni cinquanta. Il critico di riferimento di Mario Radice, nonché curatore del catalogo generale delle sue opere è il Prof. Luciano Caramel.