Giuseppe Amisani

Nato a Mede Lomellina, si trasferì nel 1895 a Milano, vivendo dallo scultore Felice Bialetti. Nonostante le difficoltà economiche riusciva a seguire i corsi di Tallone, Emilio Gola e Vespasiano Bignami all’Accademia delle belle arti di Brera.
A causa della sua indole pittorica si avvicinò subito ai post-romantici milanesi: lo stesso Gola,nonchè Bianchi, Conconi, Carcano e Cremona. Abbandonò gli studi per ragioni economiche per poi riprenderli qualche anno più tardi. Nel 1900 inizia d’improvviso il successo grazie ad una sua opera, che diventa famosa e prende poi il nome di La Cleopatra Lussuriosa. Torna a Mede e affresca alcune Chiese del suo paese, la Chiesa della Confraternita a Candia Lomellina e la Chiesa della Trinità. Ottenne i primi riconoscimenti con l’opera il Dottore, che gli valse il premio Mylius e si specializzò nel ritratto; nel 1908 grazie al suo ritratto L’Eroe vinse ancora il premio premio Mylius. Subito dopo si trasferì a Parigi, e iniziò a frequentare i maggiori pittori del suo tempo trovando nuova ispirazione nel pieno della Belle Époque. Raggiunse la fama con un ritratto di Lyda Borelli, con il quale vinse il premio Fumagalli nel 1912, e che venne comprato dal Museo d’arte di San Paolo in Brasile e poi rivenduta. Si dedicò sempre più al ritratto femminile, ma realizzò anche paesaggi, in particolare inglesi e africani. Si recò nel 1912 e l’anno seguente in Sud America dove eseguì il ritratto di alcuni Ministri e del Presidente del Governo Brasiliano Francisco de Paula Rodrigues Alves, oltre a quelli delle signore dell’alta società brasiliana.
Aprì un suo studio di pittura a Londra ed espose in Olanda, Spagna, in America, al Cairo, in Algeria, in Inghilterra, Francia, Roma, Milano, Venezia, Buenos Aires e San Paolo del Brasile. Affrescò il palazzo di Ra’s al-Tin, ad Alessandria d’Egitto appena ricostruito e trasformato a uso di Palazzo Reale e sede del Governo; in quel periodo, dal 1922 al 1925, iniziò a dipingere i paesaggi africani.